L'ecografia transvaginale viene praticata da oltre dieci anni con risultati notevoli. Attraverso questo metodo è possibile aggirare l'ostacolo costituito da un'eventuale presenza di grasso addominale che può rendere difficile l'ecografica classica. Per effettuare l'esame inoltre non è necessario il riempimento vescicale, la paziente anzi deve presentarsi a vescica vuota, evitando così un ulteriore fastidio. Il medico che esegue l'ecografia introduce in vagina una sonda ricoperta da un comune condom o da una guaina di lattice, lubrificata da una piccola quantità di gel da ultrasuoni.
Grazie alla sonda sarà possibile osservare sia l'utero che le ovaie. L'esecuzione dell'ecografia transvaginale non risulta per la paziente più fastidiosa di una comune visita ginecologica e garantisce importanti vantaggi anche durante la gravidanza. Il miglioramento della qualità d'immagine che è possibile ottenere con questa ecografia consente una visione più precoce e più dettagliata delle prime immagini della gravidanza.
Già nel corso della quinta settimana di amenorrea, una settimana prima rispetto a quanto sarebbe possibile con l'ecografia transaddominale, infatti è possibile vedere nella cavità uterina il sacco gestazionale. Nel corso della sesta settimana di amenorrea è possibile vedere una minuta immagine dell'embrione, e anche i primi dettagli sulla morfologia fetale (polo cefalico, abbozzi degli arti) sono visualizzabili più precocemente con l'ecografia transvaginale, risultando essi visibili intorno a 8-9 settimane.